Restauro della Saviolina

Nel 1994 viene ufficializzata la donazione dell’imbarcazione “Saviolina” da parte della famiglia Savioli al Comune di Riccione, che ne fa la sua imbarcazione ufficiale di rappresentanza. Una delle condizioni della donazione è che la barca sia gestita dal Club Nautico di Riccione per conto del Comune stesso.

Un particolare apprezzamento va dato al maestro d’ascia Michele “Guido” Franchini che per primo si preoccupò del recupero della “Saviolina” e fin dal 1994 iniziò alcuni lavori di consolidamento dello scafo, in particolare della coperta, e di verifica totale di tutte le manovre. E’ quindi grazie all’”input” di Guido Franchini che poi successivamente si ritenne di dover procedere al completo restauro dell’imbarcazione.

Alla fine del mese di agosto 1998, la “Saviolina” cessa di navigare e viene ricoverata presso il Cantiere Manzi di Cattolica per procedere all’esecuzione di un progetto di recupero e restauro.

Progetto che vede impegnati finanziariamente il Comune di Riccione e l’Istituto per i Beni Artistici e Culturali dell’Emilia Romagna.

Sempre nel 1998 un decreto del Ministero dei Beni Artistici e Culturali sancisce che la Saviolina sia da considerare imbarcazione di particolare interesse artistico e storico e la sottopone a tutela.

Nel settembre 1999 vengono iniziati i lavori di restauro affidati per lo scafo al maestro d’asçia Alfonso Manzi e al di lui figlio Marco, per l’attrezzatura al prof. Riccardo Brizzi.

Il progetto di recupero prevede l’esecuzione di un “restauro filologico”, conservando la struttura dell’imbarcazione e riproducendone le linee d’acqua. A tale scopo viene incaricato Giuseppe Marcucci di eseguire il rilievo grafico dello scafo, ridisegnando le linee d’acqua originarie.

Così come erano all’origine i materiali impiegati sono stati i seguenti:

  • Legno di quercia per le strutture lignee portanti;
  • Legno di larice per la coperta;
  • Legno di abete e olmo per le strutture lignee complementari;
  • Acciaio galvanizzato per la ferramento;
  • Canapa per le manovre dormienti e correnti.

 

Viene altresì ricostruita la “ghirlanda di poppa” riportante l’anno di nascita.

Completato il restauro la Saviolina è in grado di riprendere il mare e di navigare in tutta sicurezza: un vero “monumento navigante”.